Giovedì, Agosto 18, 2022
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A che punto è lo Sportello Unico Doganale?

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L’istituto dello sportello unico doganale è una delle novità di maggior rilievo introdotte dal nuovo Codice doganale comunitario modernizzato (Regolamento CE n. 450/2008), definito dall’art. 26 come meccanismo di coordinamento dei controlli sulle merci ad opera delle varie agenzie ed autorità competenti (anche diverse dalle dogane), del quale il nuovo Codice ne prescrive l’applicazione ogni volta in cui ciò sia possibile. Alle autorità doganali viene attribuito il ruolo di coordinare le verifiche in questione, facendo in modo che le stesse vengano eseguite contemporaneamente e nello stesso luogo. Si evidenzia che la nuova proposta di codice doganale “dell’Unione” che a breve dovrebbe sostituire il Regolamento CE n. 450/2008, conferma ancora una volta l’importanza del meccanismo in questione, riconoscendolo nel Considerando 17 e all’art. 40.

Lo sportello unico doganale rappresenta una misura di facilitazione del commercio internazionale che mira in particolar modo a favorire il dialogo fra i vari soggetti competenti in ordine ai controlli sulle merci oggetto di movimentazione internazionale, al fine di una loro esecuzione in maniera integrata, sotto la regia di una lead agency, solitamente rappresentata dalle dogane, in virtù dalla loro posizione centrale nell'ambito della catena logistica del commercio internazionale. Come tale, il concetto in questione si presta ad essere facilmente confuso con quello, assai simile, di “interfaccia unica” (cd. “single window”), il quale presuppone invece la possibilità, da parte dell’operatore, di inoltrare tramite un’unica trasmissione documentale una serie di dati standardizzati ad un’apposita interfaccia (il più delle volte di tipo web), che si occupa di ripartire e distribuire le informazioni ed i dati raccolti fra più autorità competenti affinchè queste possano provvedere allo svolgimento delle attività istruttorie funzionali al rilascio di licenze, certificazioni ed autorizzazioni richieste ai fini della conclusione dell’operazione doganale.

Il motivo per cui l’articolo 26 del  Reg. (CE) n. 450/2008 tratta insieme i due concetti di sportello unico doganale e single window è illustrato dal 9° Considerando del Regolamento, il quale evidenzia come entrambi i meccanismi si basano su una condivisione delle informazioni relative all’operazione commerciale tra le dogane e le altre autorità che intervengono nei controlli (es. polizia, guardie di confine e autorità sanitarie, veterinarie e ambientali).

Mentre dunque il single window mira a ridurre le formalità amministrative a carico dell’operatore, facendo sì che questo trasmetta le informazioni relative all’operazione commerciale una volta sola a beneficio di più autorità, lo scopo dello sportello unico è che le merci siano controllate contestualmente dalle varie autorità competenti (ossia nello stesso momento e nello stesso posto), in modo da unificare i processi di controllo dei vari organismi ispettivi (a tale proposito, particolarmente avvertito è in Italia il problema del coordinamento tra i controlli delle dogane e quelli sanitari sui prodotti di origine non animale effettuati dagli USMAF nei porti ed aeroporti), ed evitare movimentazioni aggiuntive delle merci (con conseguente incremento di costi a carico dell’operatore).

Ciò che non tutti sanno però è che il meccanismo dello sportello unico doganale si ispira ad un’iniziativa lanciata nel 2003 dall’Organizzazione Mondiale delle Dogane in cooperazione con l’Office on Drugs and Crime delle Nazioni Unite, denominata “Container Control Programme” (CCP). L’iniziativa in questione si basa infatti proprio sulla creazione di specifiche unità di controllo inter-agenzia (PCUs) presso i principali porti dei paesi che partecipano al programma, composte da funzionari di diversi organismi competenti nei controlli, specificamente addestrati nell’individuazione di container contenenti sostanze stupefacenti od altri beni illeciti, attraverso l’utilizzo delle tecniche di analisi dei rischi e delle informazioni di “intelligence”. L’iniziativa in questione costituisce sicuramente un antecedente alla creazione dello sportello unico doganale, il quale ora proietta i meccanismi di cooperazione inter-agenzia nell’ottica della facilitazione dei traffici, oltre che nella intercettazione dei carichi illeciti.

In Italia, sia il single window che lo sportello unico doganale sono stati lanciati nel 2003, con la legge finanziaria per il 2004, ossia la legge n. 350/2003. Il comma 57 dell’art. 4 della legge fa infatti riferimento alla semplificazione delle operazioni di importazione ed esportazione per via di una concentrazione dei termini delle attività istruttorie (anche di competenza di amministrazioni diverse dalle dogane) a queste connesse. Nonostante nel 2010 sia intervenuto un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM n. 242/2010), che ha disposto la lista dei “procedimenti istruttori” di competenza di altre amministrazioni prodromici alla conclusione delle operazioni doganali (i cui tempi di esecuzione necessitano di essere coordinati con le attività di competenza più propriamente delle dogane), ad oggi, però, in Italia non v’è alcuna traccia né del single window, nè dello sportello unico doganale.  

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