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Desiderio Consultants Ltd. è una think tank e una rete di consulenti indipendenti esperti in sviluppo internazionale. Siamo specializzati nella promozione e orientamento delle politiche doganali, commerciali e dei trasporti nei paesi africani. Il nostro obiettivo è promuovere riforme politiche e normative che migliorino l'integrazione regionale e rafforzino la partecipazione dell'Africa alle catene di valore regionali e globali.

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Notizie

Da FONASBA una mappatura delle attività portuali

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FONASBA, la federazione internazionale degli agenti marittimi, getta luce sulle profonde diversità esistenti, in uno scenario di riferimento di 35 Paesi (tra cui l’Italia), fra le funzioni svolte dagli agenti marittimi presso i vari porti passati in rassegna per consentire l’arrivo di una nave in porto, l’effettuazione di operazioni di carico/scarico della merce e la ripartenza verso altri porti. Un’analisi denominata “Port Procedures Survey”, realizzata in forma di questionario, esegue una mappatura delle suddette operazioni, raccogliendo i relativi dati in un database soggetto a periodico aggiornamento. Le operazioni catalogate sono particolarmente numerose ed arrivano in alcuni casi anche a 150 azioni separate. FONASBA evidenzia come qualsiasi ritardo in ciascuna di tali attività ha un impatto sulla competitività della struttura portuale, in termini di costi dello scalo e del viaggio, nonché di spese per il personale da adibire alle operazioni in oggetto. Nell’auspicio di una futura semplificazione ed armonizzazione delle procedure in questione fra i Paesi analizzati, a beneficio di tutti gli utenti portuali, lo studio si pone come un prezioso elemento conoscitivo su un settore complesso e sconosciuto ai più.

Rapporto del Banca Mondiale analizza le performances dell’Italia in materia di commercio estero

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Con l’indagine “Doing Business in Italy 2013” la Banca Mondiale analizza l’impatto della regolamentazione nazionale sull’attività imprenditoriale in 13 città italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, L’Aquila, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Potenza, Roma e Torino), al fine di indentificare sia i colli di bottiglia che le buone pratiche. Oggetto di indagine è anche il settore del commercio transfrontaliero, in particolare quello marittimo,  dove l’analisi si concentra su 7 porti principali (Cagliari, Catania, Genova, Gioia Tauro, Napoli, Taranto e Trieste), classificati in porti gateway (che movimentano volumi di carico elevati e sono a servizio delle lunghe supply chain internazionali), di transhipment (che si occupano prevalentemente di attività di trasbordo) e regionali (che servono principalmente i mercati regionali). Fra i primi, le performance migliori sono registrate da Genova, dove un container può essere sdoganato per l’esportazione in 18 giorni per un costo pari a $940, mentre l’importazione dello stesso richiede 17 giorni e costa $935. Catania è invece il più efficiente tra i porti di transshipment e regionali: qui infatti occorrono 19 giorni e $1.020 per esportare un container, mentre occorrono 16 giorni e $1.040 per importarlo. Facendo una media a livello nazionale, risulta che un operatore deve presentare 4 documenti, attendere 19 giorni e pagare $1.006 per esportare un container standard, mentre per importare deve presentare 4 documenti, attendere 17 giorni e spendere $1.131. Tempistiche e costi che comunque in media sono superiori rispetto al resto dell’Europa, dove servono 11 giorni e $1.004 per esportare ed 11 giorni e $1.072 per importare.

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Facilitazione commerciale nella Comunità Est-Africana: recenti sviluppi e benefici

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Un recente rapporto della U.S. International Trade Commission analizza gli sviluppi più recenti in materia di trade facilitation nella Comunità Est Africana (EAC), e cerca di valutare i benefici derivanti dall’introduzione di tali misure nell'area interessata (Burundi, Kenya, Rwanda, Tanzania ed Uganda), sulla base degli studi disponibili e delle esperienze di altri Paesi in via di Sviluppo. Dallo studio emergono alcuni dati interessanti.

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Anche il Mozambico ha il suo Single Window

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Il Mozambico aveva lanciato il suo sistema di single window (denominato Janela Única Electrónica o “JUE”) già a settembre 2011, come progetto pilota presso il porto di Maputo. L’uso dello Sportello Unico per il trattamento delle operazioni di importazione è divenuto obbligatorio a partire dal 9 aprile 2012 presso tale porto, il 23 aprile nel porto di Beira, ed agli inizi di maggio nel porto di Nacala. Ora anche l’ufficio doganale di Tete, capoluogo della provincia occidentale che porta lo stesso nome della città, è collegato al sistema.

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A che punto è lo Sportello Unico Doganale?

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L’istituto dello sportello unico doganale è una delle novità di maggior rilievo introdotte dal nuovo Codice doganale comunitario modernizzato (Regolamento CE n. 450/2008), definito dall’art. 26 come meccanismo di coordinamento dei controlli sulle merci ad opera delle varie agenzie ed autorità competenti (anche diverse dalle dogane), del quale il nuovo Codice ne prescrive l’applicazione ogni volta in cui ciò sia possibile. Alle autorità doganali viene attribuito il ruolo di coordinare le verifiche in questione, facendo in modo che le stesse vengano eseguite contemporaneamente e nello stesso luogo. Si evidenzia che la nuova proposta di codice doganale “dell’Unione” che a breve dovrebbe sostituire il Regolamento CE n. 450/2008, conferma ancora una volta l’importanza del meccanismo in questione, riconoscendolo nel Considerando 17 e all’art. 40.

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