Monday, June 17, 2024
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"Made in" rules freezed again

The Italian customs administration gives an answer to the doubts arisen with regard to the applicability of the new “Made in Italy” marking obligations on textile products, leather and footwear foreseen by the Reguzzoni-Versace-Calearo law (law n. 55 of 8 April 2010) and specifies with notice prot. 119919/RU of 12 September 2010, that the 1th October 2010 deadline will not be respected, as the decree of the Minister of the Economic Development (to be adopted together with the Minister of the Economy and Finance and the Minister of the European Policies), has not yet been adopted. This decree should define in detail labelling procedures and ways of use of the «Made in Italy» marks on said products, incuded the procedures for the execution of controls.

(continues... in Italian)

Tale decreto doveva essere adottato entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge (vedasi l’art. 2, co.1, della l. 55/2010), ma a seguito della bocciatura da parte delle autorità di Bruxelles della legge italiana, la sua approvazione ha subito notevoli ritardi.

In una lettera del 28 luglio 2010 indirizzata dalla DG Imprese ed Industria della Commissione europea alle autorità italiane, veniva infatti contestata la conformità al diritto dell’UE della legge 55/2010, sospettata di determinare un effetto equivalente ad una restrizione qualitativa all’importazione, e censurato il comportamento italiano per via del fatto che era stata omessa qualsiasi notifica alle autorità comunitarie del relativo schema di disegno di legge, come prevede la Direttiva 98/34/CE (tale Direttiva infatti pone infatti a carico degli Stati membri l’obbligo di comunicare ai servizi della Commissione, prima ancora che ne avvenga l’adozione, qualsiasi progetto di regola tecnica potenzialmente restrittiva degli scambi)

Si tratta dell’ennesimo “congelamento” cui è soggetto il “made in Italy”. Appena un anno fa infatti, l’art. 17 della legge 99/2009 era stato sospeso da un provvedimento, cd. “salva-infrazioni” del Governo (decreto legge n. 135/2009), proprio perché il legislatore italiano aveva dimenticato di effettuare la notifica alle autorità comunitarie del relativo schema di disegno di legge (vedasi nostro articolo). Stavolta però la notifica è stata effettuata, ma quando il provvedimento era già legge.

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